SANA 2023: i biodinamici in fiera

Dal 7 al 9 settembre 2023 la Fiera Sana ha visto un’attivissimo e frequentato stand dell’Associazione per l’Agricoltura BIodinamica in cui hanno esposto, oltre al nuovo corso base di biodinamica e ai servizi gratuiti per le aziende agricole in conversione al bio e al biodinamico, oltre 10 aziende agricole piccole e grandi.
La fiera quest’anno è stata aperta solo al BtoB (Business to Business) e quindi senza il tradizionale pubblico di consumatori. La dimensione era molto ridotta e la presenza di aziende agricole minima. La fiera si è professionalizzata con una forte presenza di distributori, trasformatori anche se con meno aziende agricole. Nello stand biodinamico era invece visibile la presenza di oltre 10 produttori piccoli e grandi che hanno gravitato al suo interno altri produttori, buyers e cercatori di prodotto genuino e affidabile. Ma la cosa che si è notata è la vivacità delle presenze di ospiti e visitatori che hanno trovato risposte, proposte, idee e progetti in grado di andare incontro ai reali obiettivi e bisogni del mondo agricolo. Non vi era altro luogo in cui i contadini si sono riconosciuti e hanno condiviso idee, proposte e domande.

Due sono stati i convegni organizzati dall’Associazione Biodinamica: uno con l’Università di Firenze che presentava i primi risultati di un progetto di ricerca  (DIFFER) e l’altro con la presentazione del progetto INNOVAZIONE BIO per l’offerta di servizi alle aziende in conversione al bio o che vogliano migliorare il loro lavoro sui campi.

Il movimento biologico italiano è a una svolta fondamentale: l’operazione non solo nazionale di ridurre l’agricoltura biologica e biodinamica a commodity è robustamente sostenuta  e pesantemente condizionata dagli enormi finanziamenti in arrivo dall’Europa che hanno fatto scattare il processo di normalizzazione di qualunque tentativo di aggregazione sociale libera degli agricoltori.
Un passaggio questo che ha visto però Federbio operare per ridimensionare il movimento biodinamico e con una diaspora del comparto produttori agricoli.  Si percepisce un disagio diffuso tra gli agricoltori che non si son visti il loro ruolo riconosciuto in Federbio come anche guardano con preoccupazione il ridimensionamento dell’Associazione Biodinamica. Noi speriamo vivamente che il tentativo di distruzione dei principi e del lavoro portato dal secolo scorso da pionieri liberi e creativi possa essere arginato e riconosciuto come il classico tentativo parassitario del presente per condizionare e infine distruggere ciò che vuole emergere di buono nel futuro.

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