Il carcere femminile di Empoli

Questo Istituto è il più piccolo dei cinque interessati ed è interamente femminile.È il primo istituto a vigilanza allentata nel quale vi sono fino a 15 detenute di cui quattro sono le allieve del corso. L’azienda ha ripreso le coltivazioni solo da settembre 2000 ed ha ortaggi, olivi e alberi da frutta. Le lezioni sono state sviluppate in modo leggermente diverso e adeguato ad un livello di scolarizzazione delle detenute maggiore che altrove.
I terreni sono diversi e più arieggiati e strutturati rispetto a Sollicciano.
L’azienda è esterna al carcere vero e proprio. Le detenute infatti per poter accedere all’azienda devono avere diritto al cosiddetto “Art.21” che è quello che consente l’uscita del detenuto per poter svolgere all’esterno diverse cose.
Le lezioni teoriche hanno potuto giovarsi di una conoscenza media superiore a quella riscontrata negli altri istituti. Alcune delle ragazze aveva già una certa esperienza in campo vivaistico e di giardinaggio che seppur minima ha consentito qualche approfondimento in più rispetto agli altri istituti. In particolare abbiamo potuto svolgere un’esperienza artistica di pittura che è stata propedeutica ad un approccio percettivo delle piante e del mondo vivente nuovo.
La percezione è lo strumento principe di un agricoltore e può essere affinata, resa più ampia e maggiormente sensibile ai processi degli organismi viventi e della vita della terra. Attraverso le esperienze artistiche è possibile avere nuovi punti di vista in proposito.
Le ragazze si sono naturalmente mostrate recettive e sensibili all’esperienza.

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