Intervista ad Antonello Russo

D. Antonello Russo, presidente della Demeter Italia, produttore storico nella Puglia e responsabile per molti anni della Sezione Puglia dell’associazione per l’Agricoltura Biodinamica: Nello scenario italiano delle produzioni agricole biodinamiche (ma anche biologiche) è noto esistere un problema primario: quello delle sementi e del materiale di propagazione. In orticoltura qual è lo stato delle cose da questo punto di vista?

R. L’orticoltore, anche quello biologico e biodinamico, ha sempre la forte spinta all’acquisto dell’ultima novità varietale, naturalmente ibrida, che promette raccolto abbondante e varie resistenze fitosanitarie, con la scontata deroga ENSE. Comunque queste scelte sono anche dettate dal mercato, che anche nel bio richiede uniformità e caratteristiche standard nei prodotti. In questa realtà si inserisce il tentativo dell’orticoltore biodinamico di sperimentare vecchie varietà certificate bio o Demeter.

D. E’ reale quindi il fatto che la biodinamica può dare risultati decisamente più rapidi, e di rilevanza fondamentale (resistenza, resa e qualità alimentari e organolettiche) se usiamo sementi prodotte o in azienda o quantomeno comprate da produttori di sementi biodinamiche? Quale è la sua esperienza in merito?

R. Sono convinto che l’unica strada è insistere a lavorare sulla riproduzione delle sementi con l’uso sapiente dei preparati biodinamici. Nella mia azienda ogni anno una porzione di terreno è destinata a coltivare nuove varietà di prova da seme biodinamico, biologico e anche convenzionale con deroga. Notiamo che persino le varietà ibride in biodinamica danno buoni risultati organolettici e tra le varietà standard che “ci convincono” proviamo a raccoglierne i semi. Ma la strada è lunga e non si possono avere risultati accettabili prima di 3 o 4 anni di lavoro su una singola varietà; comunque il singolo agricoltore, dedito alla produzione, non sarà mai in grado di portare da solo a compimento un lavoro così delicato.

D. Un’azienda agricola orticola che cerealicola di medie o grandi dimensioni come, secondo lei, dovrebbe muoversi per potersi dotare di sementi biodinamiche, vive e di qualità?

R. Magari cercando la collaborazione di altre aziende biodinamiche, costituendo un gruppo di agricoltori motivati che lavori con un supporto tecnico esterno, che può essere una ditta sementiera, un vivaio, o una collaborazione con le istituzioni come sta accadendo da noi in Puglia. Un gruppo di agricoltori biodinamici e biologici, incontrandosi per parlare di sementi e di vecchie varietà locali da recuperare, ha coinvolto con successo l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Valenzano (BA), il CNR – Banca del germoplasma, l’orto botanico dell’Università del Salento e altri enti con lo scopo di iniziare un lavoro di utilizzo e scambio di materiale di propagazione e stimolare la Regione Puglia a legiferare sull’argomento (ad es. la legge sui contadini custodi).

D. Che priorità individua e indicherebbe agli Enti di ricerca e sperimentazione in questo campo?

R. Prima di tutto di essere sempre in stretta collaborazione con gli agricoltori e fare le prove sul campo; le priorità sorgeranno numerose proprio da questa collaborazione.

D. La Demeter Italia cosa si propone di fare sul settore sementi e materiale di propagazione?

R. Il compito della Demeter Ass. Italia è quello di controllare il rispetto degli standards internazionali sulle sementi e sul materiale di propagazione nella fase produttiva, ma non solo questo, in quanto tramite la Commissione Tecnica, organo interno costituito per esaminare appunto gli aspetti tecnici che sono alla base dell’attività di controllo, studia anche eventuali deroghe e le propone alla Demeter Internazionale.

Grazie

 

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