Primavera

La Primavera è la stagione di Raffaele

di Andrea Biggio da www.comecucinarelanostravita.it

Nei tempi antichissimi dell’evoluzione dell’umanità ogni passo del processo della riproduzione umana era collegato strettamente al corso dell’anno. In questo periodo dell’equinozio (da aequus, uguale, e nox, notte) di Primavera lasciamo l’inverno, passiamo da Gabriele a Raffaele: è finita la fase di crescita interiore ed è iniziata la rinascita visibile. Ogni anno in questa stagione compare la figura del Cristo che si libera dalla materia trionfando sulla morte, con la resurrezione di Pasqua, come risultato della vittoria sulle due condizioni-polarità estreme che vive l’uomo: le forze luciferiche che spingono verso l’alto e le forze arimaniche che attraggono verso il basso. Inizia l’emiciclo del corso dell’anno in cui si passa dalla prevalenza dell’autocoscienza, come azione interiore dell’emiciclo precedente, alla coscienza della natura, cioè alla prevalenza dell’azione esteriore. Nei sei mesi dell’autunno/inverno (Michele e Gabriele) la “materia è stata contessuta di spirito”, nei sei mesi primavera/estate (Raffaele e Uriele) lo “spirito è contessuto di materia”. Si passa dalla fase di “incenerimento della pianta” a quella della “nascita della pianta” e il verde della natura che rinasce è una immagine “morta” della vita, come dice Steiner. Pertanto mentre il ciclo avviato con Michele, in autunno, è “dalla morte alla vita” (ritorniamo dentro, su noi stessi e nella nostra interiorità, per poi rinascere “a nuova vita”), quello che si avvia con Raffaele è “dalla vita alla morte” (tempo in cui siamo tutti proiettati fuori di noi, all’esterno).

L’importanza di Gabriele è basilare, nel ciclo intero, perché presiede alle forze del nutrimento, solo dalle quali, poi, si possono sviluppare le forze del risanamento (Raffaele), quindi le forze spirituali del pensiero (Uriele) e, infine, le forze del movimento (Michele). L’alimentazione è la base perché l’intero ciclo prenda avvio! Steiner sottolinea ripetutamente che bisogna riconoscere l’importanza propulsiva ed iniziatrice delle forze di Gabriele (nutrizione) e che quindi “occorre volgere lo sguardo alla trasformazione che le sostanze esteriori subiscono nel sistema nutritivo” perché “le forze nutritive metamorfosate sono forze risanatrici”. Soltanto “chi comprende bene la nutrizione (Gabriele) comprende l’inizio del risanamento (Raffaele), se si conosce ciò che si svolge misteriosamente nei prodotti della natura, si impara a conoscere la loro forza terapeutica!” conclude Steiner.

Yi Jing (I Ching): la serie degli esagrammi del Calendario

Fanno parte, di questa serie di dodici esagrammi, quelli nei quali la proporzione e la complementarità tra i due movimenti yin/yang, esistente in modo variabile all’interno di ogni figura, è associata al mutamento del rapporto polare tra luce ed ombra, così come cambia nel corso dell’anno. L’Yi Jing in questa prospettiva ci aiuta a mettere in sintonia il “nostro” microcosmo di esseri umani con il macrocosmo, con l’universo, con la natura e, nello spazio-tempo, con i ritmi delle stagioni, del giorno/notte, delle età della vita. Il detto alchemico “come in alto, così in basso” spiega bene questo fenomeno, per il quale nell’Universo, sopra e sotto, in cielo e in terra, nel macrocosmo come nel microcosmo, a ogni livello di manifestazione, regnano le medesime leggi.

1 Tài La Prosperità. La Pace. Inizi di marzo – inizi di aprile.

Nella sequenza del Calendario, dopo il 19 L’Avvicinamento, riferito ai primi inizi del risveglio primaverile, viene l’esagramma 11 Tài La Prosperità, La Pace, Il Pervadere, esagramma cardinale che viene riferito al periodo intorno all’equinozio di Primavera; infatti, alle date dei due equinozi, di Primavera il 21 marzo e di Autunno il 23 settembre, il giorno e la notte sono uguali in tutti i luoghi della Terra. E’ importante ricordare che, per i cinesi, la stagione primaverile è già cominciata il 29 gennaio, giorno del capodanno cinese (questo 2006 è l’anno del Cane: fuoco, yang). Nella tradizione di quel popolo e di quella terra, infatti, gli equinozi e i solstizi non rappresentano l’inizio ma il centro delle stagioni, il loro culmine. L’ideogramma Tài, può significare: grande, potente, supremo, esteso, abbondante, prospero, fastoso, prodigo; anche permeare, arrivare dappertutto, diffondersi, comunicare. E’ formato da due parti. Sotto, una variante del segno dell’acqua che evoca soprattutto caratteristiche di fluidità e fecondità (attenzione: questa non è la stessa metafora dell’acqua del trigramma Kan). Sopra, una persona dentro l’acqua che si serve delle sue due mani per coltivare il suo riso nell’acqua che scorre ed in totale armonia con l’ambiente, grazie all’incontro di Cielo e Terra. La prosperità della risaia dipende dal lavoro nell’acqua di questa persona, in modo deciso e perseverante. Da questo incontro, che racconta della fluidità primaverile, l’ideogramma complessivamente prende il suo senso principale di grande, supremo. E’ bene ricordare, a tale proposito, che Tai, in Cina orientale, era la più importante delle cinque montagne sacre. Essa si trova al centro di un vasto altopiano molto fertile e viene tuttora riconosciuta come uno dei rari posti dove il Cielo e la Terra si toccano, sono in relazione.

Qian e Kun sono i due trigrammi componenti la figura. Il cielo sotto e la terra sopra sono in relazione: la direzione della Terra, infatti, è verso il basso e quella del Cielo verso l’alto. In questo esagramma queste due forze primordiali si incontrano e si uniscono in modo fecondo, c’è scambio ed equilibrio tra yin e yang. L’energia potente della natura (simboleggiata dal cielo), che in inverno si è accumulata nelle radici (dentro la terra), inizia la sua ascesa verso i rami spogli degli alberi e, salendo, si rende patente proprio all’equinozio, attraverso lo schiudersi delle gemme ed il fiorire dei bulbi. Per quanto concerne le singole linee, viste nel loro complesso rispetto all’esagramma del mese precedente, si può notare che le linee yang, salendo dal basso e mettendo tutto in movimento, raggiungono ormai la metà della figura. Esse, entrando in contatto ed armonizzandosi con le linee e la forza yin sopra di loro, danno l’idea di grande fecondità e lasciano intravedere la loro ulteriore crescita, quella che porterà poi all’estate. Se c’è armonia e contatto, c’è anche comunicazione ed espansione ed allora ogni cosa è pronta per essere fatta al momento opportuno e nel posto giusto. L’l’esagramma Tài ci dice che disponiamo di un grande potenziale armonico di espansione e comunicazione in tutte le direzioni e ci invita pertanto ad attuare la cosa giusta perché è anche il momento giusto per farla accadere e per poi farla durare. Vivere, simbolicamente dentro di noi, una situazione primaverile significa mettersi in accordo con questo movimento possente che sta avanzando e comportarsi in modo da accompagnarlo e favorirlo mentre cresce, senza necessariamente volerne controllare e prevedere (come è abitudine per noi occidentali) i frutti che porterà. La crescita e la diffusione armoniose avvengono in tante direzioni diverse. Godiamoci dunque questa fase della Natura perché, per rivedere e rivivere lo spettacolo primaverile che ci offre, dovremo aspettare l’anno prossimo: non è forse questo un buon motivo per apprezzarlo per quello che è, un momento di vita carico di progetti e speranze?

Teoria dei 5 Elementi (terra-metallo, acqua, legno(aria), fuoco) in Medicina Tradizionale Cinese e Macrobiotica
In M.T.C. la PRIMAVERA è collegata all’elemento LEGNO (albero-vento) e, nel corpo, agli organi del fegato e della vescicola biliare (cistifellea). Le caratteristiche dell’energia Legno sono equivalenti a quelle del Vento, come soffio di vita animatore e fecondatore; legno e vento, infatti, hanno in comune l’energia ascendente, la penetrazione, l’avanzamento/indietreggiamento, la trasmissione, lo scambio. Nella filosofia greca l’elemento analogo era quello dell’ARIA, che, spingendosi con energia costante ascendente, diventa VENTO. C.G.Jung dice: “Come il vento penetra morbido in ogni luogo, così esso pervade ogni cosa producendo una ‘realizzazione'”. Basta osservare consapevolmente un prato in primavera per meravigliarsi e stupirsi del pulsare della vita che rinasce in una varietà di movimento e colori, suoni e odori, animali e fiori. Tutto questo lo possiamo, e dobbiamo, sentire anche dentro di noi (“ciò che è dentro è fuori”, diceva Goethe): una nuova brezza, l’alimentarsi di un nuovo soffio vitale, ma anche un impeto di rabbia che autonomamente si alza come vento impetuoso dal ventre per salire verso il torace, fino alla gola e alla testa sotto forma di ira irrefrenabile. All’elemento/energia Legno sono associati la vescicola biliare e il fegato. Quest’ultimo, infatti, sembra come cresciuto dal basso verso le parti alte dove i suoi lobi fanno pensare ad una pianta. La sua funzione, analogicamente, è quella di andare e venire liberamente senza ostacoli, il più lontano possibile fino alle estremità dei rami e delle radici del corpo umano (attraverso il sangue). Esso permette lo stoccaggio delle sostanze nutrienti e determina la qualità complessiva dell’energia. Gioca un ruolo fondamentale, drenando le tossine, nella disintossicazione del plasma. Il sangue, che riceve impulso dal Cuore, ha quindi anche l’incarico di trasportare le emozioni; per cui – se il fegato non ha lavorato bene – la qualità delle emozioni e dei sentimenti non sarà buona. Il vento, così come la collera, è un fattore patogeno del fegato perché ne rappresenta il suo elemento di potenza ma, proprio per questo, anche di vulnerabilità. Il fegato non esiste senza collera, ma ha la funzione di controllare e dominare questo improvviso alzarsi di vento interiore per evitare uno squilibrio, che porta poi ad una patologia. Dunque, se ci si sveglia arrabbiati, la mattina, può trattarsi dell’energia del fegato che non può fluire liberamente nella fase ascendente delle prime ore del mattino ed allora si libera di tanto in tanto proprio come fa un vulcano, in maniera esagerata, con scoppi d’ira.

Vi è un punto, in agopuntura, che – secondo J.M.Kespì – svolge il ruolo primaverile per antonomasia: è il 14F. Esso rappresenta, in una continuità fatta a spirale, la fine di un ciclo e l’inizio di una nuova era; corrisponde alla fine della notte, alla fine ciclica dello Yin. Quando un ciclo finisce e ne comincia un altro, non è sempre facile separarsi perché bisogna lasciare il vecchio per il nuovo, per l’ignoto, separarsi, sacrificare qualcosa. Il punto 14F. esprime proprio questa difficoltà di separarsi, come se la notte (Yin) volesse protrarsi ad oltranza ed impedire al giorno (Yang) di risplendere nuovamente. La puntura di questo punto, che si chiama Qi Men (qi significa periodo, fase e men significa porta) può pertanto essere molto utile nelle malattie che hanno compiuto il loro ciclo e dovrebbero finire, ma non finiscono, come una interminabile tosse o bronchite, una mestruazione lunghissima, etc.

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